Presso la Clinica Ruesch si effettuano tutte le prestazioni previste per lo screening Covid-19, incluso tampone molecolare rinofaringeo, tampone rapido rinofaringeo, esame sierologico IGG-IGM su prelievo venoso, test sierologico rapido con pungidito.
In Clinica si effettuano unicamente le prestazioni abbinate ai percorsi di ricovero e ambulatoriali, mentre a domicilio si effettuano le richieste ulteriori.
Per contatti:
- diagnostica in Clinica: cup@clinicaruesch.it | 0817178360 | 342 7436573
- diagnostica a domicilio:
servizi.domiciliari@clinicaruesch.it | 342 1171734
PrenatalSafe® è il test non invasivo che fornisce in gravidanza il più alto livello d’informazione sulla salute del feto oggi disponibile.
E’possibile, inoltre, in base alle proprie esigenze, scegliere fino a 6 livelli di approfondimento:
1 PrenatalSAFE® 3
2 PrenatalSAFE® 5
3 PrenatalSAFE® Plus
4 PrenatalSAFE® KARYO
5 PrenatalSAFE®Karyo Plus
6 PrenatalSAFE® Complete
Cos’è PrenatalSafe®?
Si tratta di un esame prenatale non invasivo (NIPT).
Rileva eventuali anomalie cromosomiche e gravi malattie genetiche nel feto, analizzando il DNA fetale che si trova libero nel sangue materno.
Durante la gravidanza, infatti, alcuni frammenti del DNA del feto circolano nel sangue materno e sono rilevabili a partire dalla 5° settimana di gestazione. La quantità di DNA fetale circolante aumenta con l’avanzare dell’età gestazionale e dalla 10° settimana di gestazione è sufficiente per garantire l’elevata specificità̀ e sensibilità del test.
Quando è possibile eseguire il test?
Possono accedere al test le con un’età gestazionale di almeno 10 settimane (datata sull'ultima mestruazione).
A chi è dedicato?
PrenatalSAFE® è particolarmente utile in caso di:
• gravidanze singole ottenute mediante concepimento naturale o con tecniche di fecondazione assistita, sia omologhe che eterologhe;
• gravidanze gemellari ottenute mediante concepimento naturale o con tecniche di fecondazione assistita. In queste gravidanze non è possibile eseguire il test per i cromosomi X e Y.
• precedenti gravidanze esitate in aborto spontaneo o seguite da interruzione volontaria di gravidanza.
E’ sempre opportuno valutare con il proprio medico di fiducia se questo test è idoneo alle specifiche esigenze.
PERCHE’ SCEGLIERE PRENATAL SAFE?
AFFIDABILE: Sensibilità 99,9% per i cromosomi 21,18 13 e aneuploidie dei cromosomi sessuali con percentuali di falsi positivi inferiori a 0,01. (Fiorentino et Al., 2016)
SENSIBILE: Permette di rilevare le aneuploidie cromosomiche anche a bassa quantità di DNA fetale (2%), a differenza di altri test che invece richiedono una quantità di DNA fetale >4%
COMPLETO: Il test offre tutela, garanzie, e servizi complementari in aggiunta ai suoi 6 livelli di approfondimento d’indagine
SICURO: E’ un test non invasivo, vengono quindi azzerati i rischi di abortività presenti nelle tradizionali tecniche di diagnosi prenatale invasiva, come l’amniocentesi e la villocentesi.
RAPIDO: Grazie alla nuova Tecnologia FAST ad alta risoluzione, i risultati del test PrenatalSAFE® potranno essere disponibili dopo soli 3 giorni lavorativi.
Perché PrenatalSAFE® è utile?
Si dimostra un test particolarmente indicato nei seguenti casi:
• Gravidanze in cui è controindicata la diagnosi prenatale invasiva (es. rischio di aborto spontaneo)
• Screening del primo trimestre (Bi-Test) positivo
• Età materna avanzata (>35 anni)
• Età paterna avanzata (>40 anni)
• Quadro ecografico di anomalie fetali suggestive di aneuploidia
• Anamnesi personale/familiare di anomalie cromosomiche
• Partner(s) della coppia portatore di Traslocazione Robertsoniana bilanciata, a carico dei cromosomi 13 o 21.
Che informazioni fornisce PrenatalSAFE®?
Puoi scegliere tra 6 livelli di approfondimento:
Il test PrenatalSAFE® 3 rileva le aneuploidie dei cromosomi 21, 18, 13 (Trisomia 21 - Sindrome di Down, Trisomia 18 - Sindrome di Edwards, Trisomia 13 - Sindrome di Patau) e comprende la determinazione del sesso fetale (opzionale).
Il test PrenatalSAFE® 5 rileva le aneuploidie dei cromosomi 21, 18, 13 e dei cromosomi sessuali (Monosomia X - Sindrome di Turner, XXX - Trisomia X, XXY - Sindrome di Klinefelter, XYY - Sindrome di Jacobs), e comprende la determinazione del sesso fetale (opzionale). L’esame è integrato gratuitamente con il test RhSafe®, un esame prenatale non invasivo che, analizzando il DNA fetale isolato da un campione di sangue della gestante, consente di determinare il Fattore Rh(D) fetale. Il test RhSafe® è opzionale, e viene eseguito (su richiesta) in gestanti Rh(D) negative, con partner maschile Rh(D) positivo.
Il test PrenatalSAFE® Plus rileva, oltre alle aneuploidie dei cromosomi 21, 18, 13 e dei cromosomi sessuali (X e Y), anche la trisomia dei cromosomi 9 e 16 (opzionale) e consente di individuare la presenza nel feto di alterazioni cromosomiche strutturali submicroscopiche, quali alcune comuni sindromi da microdelezione. L’esame comprende inoltre la determinazione del sesso fetale (opzionale).
Il test PrenatalSAFE® KARYO consente di rilevare aneuploidie su tutti i cromosomi con risultati simili all’analisi invasiva del cariotipo.
PrenatalSAFE® Complete permette d’identificare quanto rilevato da PrenatalSAFE®Karyo e mutazioni responsabili di gravi malattie genetiche (5 ereditarie e 44 ad insorgenza de novo).
PrenatalSAFE® Complete Plus permette d’identificare quanto rilevato da PrenatalSAFE® Complete e 9 delle più comuni sindromi da microdelezione.
Per informazioni:
T. + 39 0817178470 - solo whatsapp: 3421898033 - accettazione.ecografia@clinicaruesch.it
Che cos’é e a cosa serve il test ergometrico?
L'elettrocardiogramma da sforzo (o test ergometrico) è un esame strumentale che consiste nella registrazione dell'elettrocardiogramma (ECG) durante l'esecuzione di uno sforzo fisico (a differenza dell'ECG basale che viene registrato in condizioni di riposo) e nella misurazione della pressione arteriosa. In questo modo è possibile slatentizzare e definire la natura di eventuali disturbi cardiaci, consentire un controllo dell’efficacia della terapia, stabilire un eventuale piano di riabilitazione, esaminare la risposta dell'apparato cardiocircolatorio all'esercizio fisico, accertare l’idoneità all’attività sportiva ed al lavoro per gli aspetti cardiovascolari, valutando frequenza cardiaca, risposta pressoria ed eventuali alterazioni ECG. Durante lo sforzo fisico infatti, si realizzano condizioni che comportano un incremento delle richieste di lavoro al cuore che potrebbero mettere in evidenza eventuali alterazioni non riscontrabili a riposo. Può essere considerato, inoltre, l'esame strumentale di prima scelta per la diagnosi di cardiopatia ischemica.
Come avviene il test ergometrico?
Il test al cicloergometro è una prova da sforzo massimale, cioè protratta fino all’esaurimento muscolare, che si effettua applicando carichi di lavoro progressivamente crescenti. Durante la prova al cicloergometro viene registrato continuamente un elettrocardiogramma e viene monitorizzata la pressione arteriosa: in tal modo è possibile determinare il grado di tolleranza allo sforzo misurando i carichi di lavoro e valutare istante per istante la presenza o meno di eventuali anomalie. La parte dell’esame, con applicazione del carico di lavoro, avrà una durata media di 15 minuti e sarà seguita da un periodo di defaticamento di 3-6 minuti.
Verranno applicati gli elettrodi sul torace; viene quindi registrato un elettrocardiogramma basale a riposo. Inizierà poi lo sforzo fisico, solitamente pedalando su una cyclette (cicloergometro) oppure camminando su un tappeto rotante (treadmill). Lo sforzo è progressivo e viene incrementato mediante aumento costante della resistenza opposta dai pedali del cicloergometro o della velocità del tappeto rotante. Si inizia da un basso carico di lavoro che viene progressivamente aumentato fino al raggiungimento di un determinato valore di frequenza cardiaca, calcolato dal medico in base al sesso e all'età del paziente. La scelta della entità e della velocità di incremento dello sforzo vengono scelte dal medico nell'ambito di protocolli uniformati e standardizzati, sulla base delle caratteristiche cliniche del paziente. Durante l'esame la Sua attività cardiaca verrà tenuta costantemente sotto controllo dal personale sanitario attraverso il monitoraggio elettrocardiografico e la rilevazione ad intervalli regolari della pressione arteriosa e dei battiti del cuore. Verrà inoltre prestata molta attenzione ai sintomi (dolore al torace, capogiri, mancanza di fiato, debolezza eccessiva) e al loro rapporto con le eventuali variazioni dell'elettrocardiogramma e della pressione arteriosa. La prova può essere interrotta dal medico in qualsiasi momento fosse necessario (esistono criteri clinici e strumentali di arresto standardizzati), ma anche su richiesta alla comparsa dei sintomi sopra descritti.
Quali sono i limiti e i rischi?
Alcune particolari condizioni e anche l'assunzione di alcuni farmaci possono interferire con la valutazione di un ECG da sforzo. Per esempio, l'incapacità del paziente (per problemi ortopedici, neurologici o psichici) ad eseguire uno sforzo fisico rappresenta una controindicazione al test ergometrico. Alcune caratteristiche dell'ECG basale rendono non attendibile l'interpretazione delle alterazioni elettrocardiografiche durante sforzo. Inoltre, l'assunzione di alcuni farmaci, quali la digitale, i farmaci anti-anginosi, i farmaci betabloccanti, alcuni antidepressivi possono variamente interferire con l'interpretazione e con il risultato del test da sforzo; pertanto, in questi casi dovrà essere valutata con il medico la possibilità di una loro eventuale sospensione prima dell'esecuzione dell'esame. Infine, vi sono alcune condizioni che controindicano l'esecuzione di una prova da sforzo:
• infarto miocardico da meno di 48 ore;
• angina instabile;
• alcune situazioni di irregolarità del battito cardiaco (aritmie);
• malattie della valvola aortica (stenosi aortica grave);
• scompenso cardiaco in fase di instabilità clinica;
• embolia o infarto polmonare recenti;
• miocardite o pericardite in fase acuta;
• aneurisma dell'aorta
In alcuni casi potrebbe essere indotta una ischemia cardiaca che si manifesterà con comparsa di dolore toracico oppure sarà rilevata dal medico all’elettrocardiogramma; solo raramente è richiesta la somministrazione di farmaci per risolvere l’ischemia cardiaca. Talora si può verificare una marcata riduzione della pressione arteriosa che si accompagna a sintomi quali sudorazione ed offuscamento della vista. Sono comunque prontamente disponibili i presidi sanitari necessari a fronteggiare tali evenienze ed il personale è addestrato ad affrontarle al momento dell’occorrenza. In taluni casi possono comparire aritmie cardiache pericolose per la vita.
Modalità di preparazione al test.
Prima di effettuare il test è importante seguire le seguenti norme comportamentali:
1. non mangiare prima della prova: è concesso solo un piccolo spuntino 2-3 ore prima;
2. non bere caffe o altre bevande eccitanti;
3. non fumare da almeno 2 ore prima dell’inizio della prova;
4. non compiere sforzi muscolari di una certa importanza nelle ore precedenti la prova;
5. presentarsi muniti di pantaloncini, maglietta, scarpe da ginnastica, asciugamano, bottiglietta d’acqua;
6. portare eventuali elettrocardiogrammi e/o accertamenti cardiologici già eseguiti.
Quali sono le possibili alternative?
Ecocardiogramma con stress farmacologico con somministrazione di dobutamina o dipiridamolo Scintigrafia miocardica con dipiridamolo. Valutazione del tratto ST-T all’ECG dinamico sec. Holter (ECG delle 24 ore). Si sottolinea che la conseguenza del rifiuto a sottoporsi all’indagine diagnostica comporta una mancata diagnosi e/o valutazione funzionale della Sua attività cardiaca. Si garantisce che nell’esecuzione della procedura verranno osservate tutte le cautele dettate da prudenza, diligenza e perizia al fine di evitare eventi dannosi che potrebbero compromettere la salute.
Che cos'è l'ecocardiografia transesofagea per via endoscopica?
L'ecocardiografia è una metodica con cui si studiano il cuore e il flusso del sangue attraverso le valvole per mezzo degli ultrasuoni. A differenza delle radiazioni utilizzate in radiologia, gli ultrasuoni sono innocui, per cui non è necessaria alcuna precauzione e l'esame può essere eseguito su qualunque paziente innumerevoli volte (anche nelle donne in gravidanza).
A che cosa serve l'ecocardiografia transesofagea?
L'ecocardiografia transesofagea rappresenta un esame di secondo livello, indicato generalmente nel caso in cui l'ecocardiogramma transtoracico sia ritenuto insufficiente o non interpretabile rispetto al quesito clinico; in alcuni casi può essere direttamente prescritto come test d'elezione: presenza di patologie difficilmente diagnosticabili, come rare malformazioni congenite, malattie dell'aorta toracica o difetti complessi delle valvole cardiache.
Preparazione
Per eseguire l'ecocardiogramma transesofageo è necessario essere a digiuno dalla mezzanotte precedente il giorno dell'esame. Le medicine possono essere assunte cercando di bere solo la minima quantità sufficiente per deglutire i farmaci. In caso di diabete è importante consultarsi con il proprio medico per definire la dose adeguata di insulina che dovrà essere ovviamente ridotta per il digiuno.
Chi può effettuare l'ecocardiografia transesofagea per via endoscopica?
Non esistono particolari controindicazioni all'ecocardiografia: chiunque può sottoporsi all'esame.
Come funziona l'ecocardiografia transesofagea per via endoscopica?
Il paziente deve togliere eventuali occhiali e protesi, stendersi sul fianco e posizionarsi con busto e collo leggermente flessi versi le gambe. In seguito dovrà deglutire una sonda simile a quella usata per la gastroscopia, inserita attraverso un boccaglio posto tra i denti. La durata complessiva dell'esame è di circa 10-15 minuti.
L'ecocardiografia transesofagea per via endoscopica è dolorosa o pericolosa?
L'ecocardiografia transesofagea non è dolorosa né pericolosa, ma il passaggio della sonda attraverso la bocca potrebbe generare un certo fastidio. Per tale motivo, per migliore la tolleranza alla manovra, il medico o il personale infermieristico effettuano una anestesia locale (spruzzando uno spray in gola), alla quale possono associare, nei pazienti più sensibili, un blanda sedazione per via endovenosa. In questo caso, potendo essere ridotto lo stato di vigilanza, dopo l'esame non sarà possibile guidare o svolgere attività che richiedano un'attenzione particolare per almeno 5-6 ore.
Che cos’é e a cosa serve l’ecocardiografia da stress?
L’ ecocardiografia da stress permette al medico di osservare quali modificazioni avvengono nel cuore se sottoposto ad uno stimolo, o “stress”, appunto, che può essere sia fisico, indotto cioè da un impegno muscolare del paziente, sia farmacologico.
Quando lo stress è farmacologico, il cuore del paziente - che durante l’esame è disteso sul lettino del laboratorio di ecocardiografia - e il suo apparato circolatorio viene stimolato attraverso l’iniezione endovenosa di farmaci specifici, che li inducono a comportarsi come se dovessero sostenere uno sforzo fisico.
Prima di eseguire l’eco stress farmacologico, il cardiologo effettua sempre una valutazione del cuore attraverso l’ecocardiogramma normale, per considerare se l’esame sia tecnicamente fattibile e se non sussistano delle controindicazioni all’esecuzione dell’ esame.
Come avviene l’ecocardiografia da stress?
STRESS FARMACOLOGICO: Il paziente viene fatto sdraiare su un lettino, sul fianco sinistro, come per una normale ecocardiografia transtoracica. Sul torace vengono applicati degli elettrodi per monitorare l’ecocardiogramma, ed uno sfigmomanometro, che monitora invece l’andamento della pressione arteriosa. Contemporaneamente una flebo (fleboclisi) somministra, in dose controllata, il farmaco che provocherà al cuore le stesse modificazioni indotte da uno sforzo fisico (Dobutamina) o variazioni del circolo delle coronarie (Dipiridamolo). Durante l’esame, ad intervalli di tempo codificati, vengono registrate immagini del cuore in movimento. Per via endovenosa, attraverso la flebo, possono essere somministrati altri farmaci ritenuti necessari dal cardiologo per l’esito favorevole del test (ad esempio Atropina), o per ridurre la frequenza cardiaca alla fine del test (metoprololo). La flebo verrà poi rimossa al termine dell’esame.
STRESS FISICO: Il paziente si posiziona sul cicloergometro. Sul torace vengono applicati degli elettrodi per monitorare l’ecocardiogramma, ed uno sfigmomanometro, che monitora invece l’andamento della pressione arteriosa. Il paziente viene invitato a pedalare: ad intervalli di tempo stabiliti da protocolli internazionali standardizzati viene aumentata la durezza dei pedali per incrementare progressivamente il carico di lavoro e quindi lo sforzo fisico. Durante l’esame, ad intervalli di tempo codificati, vengono registrate immagini del cuore in movimento.
L’Ecocardiografia da stress è dolorosa?
L ’ecocardiografia da stress non è un esame doloroso. In alcuni casi può però capitare che i pazienti con angina pectoris lamentino il dolore abituale. Questo è molto importante per il cardiologo, in quanto può verificare la correlazione fra il sintomo e le modificazioni della funzione cardiaca e dell’elettrocardiogramma.
Quando viene interrotto l’esame?
L’ esame viene interrotto quando è stata iniettata la dose massima di farmaco indicata per quel particolare paziente oppure quando viene raggiunta la frequenza desiderata con l’esercizio fisico; può essere interrotto dal cardiologo, prima del completamento del protocollo, anche in caso di comparsa di alterazioni significative del tracciato elettrocardiografico o della motilità delle pareti del cuore all’ecocardiogramma, per variazioni dei parametri pressori o quando il paziente lamenti dei sintomi che il cardiologo giudichi significativi.
L’Ecocardiografia da stress è pericoloso?
Durante questo tipo di test possono comparire una aritmia pericolosa, una crisi di angina, uno scompenso acuto, un infarto del miocardio o un arresto cardiaco. Per questo, nel laboratorio dove si esegue il test, sono sempre disponibili farmaci e strumenti in grado di far regredire ognuna di queste rare complicanze nel minor tempo possibile. L’ incidenza delle complicazioni è comunque la stessa di una normale prova da sforzo su tapis roulant o cyclette, o di una scintigrafia.
La preparazione
Prima di sottoporsi all’ecocardiografia da stress, è necessario che il paziente consulti il medico curante, che stabilirà se necessario di sospendere terapie in corso che potrebbero dirimere il dubbio diagnostico. La sospensione dei farmaci, che non deve essere decisa da chi esegue l’esame, ma da chi lo richiede, deve avvenire con modalità diverse, a seconda delle proprietà del farmaco stesso.
In linea di massima, si segnala che, qualora il medico curante abbia deciso di far sospendere al paziente la terapia in corso, questo deve verificarsi con le seguenti modalità:
48 ore prima dell’esame per nitroderivati, calcio antagonisti, ACE inibitori, Digitale, Aminofillina
5 giorni prima dell’esame per beta bloccanti (che andranno sospesi gradualmente)
Inoltre, è molto importante che il paziente:
non fumi da almeno 12 ore
Non assuma thé, Coca Cola, caffè da almeno 12 ore
Sia a digiuno da almeno 6 ore (in caso di diabete è opportuno consigliarsi con il proprio medico curante, al fine di stabilire la dose di antidiabetico orale o di insulina). Si può invece bere senza particolari restrizioni.
Porti con sé la copia o l’originale della documentazione clinica relativa al problema che deve essere chiarito (cartella clinica, ECG, prove da sforzo, coronarografia ecc).
È preferibile che il paziente si presenti all’esame accompagnato.
Durata dell’esame: 40 minuti
L’ecografia cardiaca, mediante l’utilizzo di ultrasuoni trasmessi da una sonda (trasduttore) posizionata sul torace, permette la ricostruzione e la visualizzazione del cuore su di un ecografo. In questo modo è possibile visualizzare le camere cardiache, misurare le loro dimensioni, valutare la funzione di pompa del cuore e lo stato delle valvole cardiache.
L’ecografia cardiaca (ecocardiogramma) è una tra le procedure più utilizzate per la diagnosi di disturbi cardiaci perché è in grado di fornire immagini eccellenti ed è innocua e non invasiva.
A che cosa serve l’ecocolordoppler cardiaco a riposo?
Attraverso l’esecuzione di un ecocolordoppler cardiaco a riposo, possono essere identificate quasi tutte le malattie cardiache e la loro evoluzione può essere seguita nel tempo. Queste informazioni sono rilevanti anche nei pazienti affetti da un’aritmia cardiaca.
Come si svolge l’ecocolordoppler cardiaco a riposo?
L’ecocolordoppler cardiaco a riposo si svolge come una normale ecografia che ha come oggetto il cuore. Il paziente viene invitato a sdraiarsi su un lettino e il medico fa scorrere sul petto, all’altezza del cuore, una sonda dopo avere spalmato un po’ di gel sul suo torace. Si tratta di un esame non pericoloso, non doloroso e del tutto non invasivo.
Durata dell’ecocolordoppler cardiaco a riposo
L’ecocolordoppler cardiaco a riposo dura mediamente 20 minuti.
Norme di preparazione dell’ecocolordoppler cardiaco a riposo
L’ecocolordoppler cardiaco a riposo non prevede alcuna preparazione. Il paziente può assumere la terapia domiciliare normalmente prima dell’esame. Non è richiesto il digiuno.
Controindicazioni dell’ecocolordoppler cardiaco a riposo
L’ecocolordoppler cardiaco a riposo non ha controindicazioni.
L’ecocardiogamma transesofageo può essere utilizzato se i medici necessitano di maggiore chiarezza o vogliono studiare l’aorta o le strutture della parte posteriore del cuore (soprattutto l’atrio sinistro o il ventricolo sinistro). Per questa procedura, viene introdotto nella faringe un tubicino flessibile con un trasduttore ecografico sulla punta e fatto avanzare nell’esofago, in modo tale da posizionarlo dietro al cuore. Dato che si tratta di una procedura fastidiosa, il soggetto viene sedato e la gola viene anestetizzata con uno spray anestetico. L’ecocardiogramma transesofageo viene inoltre utilizzato quando è difficile eseguire un ecocardiogramma tradizionale a causa di obesità, malattie polmonari oppure altri problemi tecnici, oppure quanto i medici sospettano malattie specifiche, come un’endocardite della valvola mitralica o aorta oppure un coagulo nel cuore.