Diagnosi prenatale e ginecologica

La Clinica Ruesch mette a disposizione dei propri pazienti equipe mediche e apparecchiature di alto profilo che fanno della struttura uno dei punti di riferimento del Sud Italia per la diagnostica

Informazioni generali

La diagnostica prenatale è una branca della medicina ed in particolar modo dell’ostetricia che si occupa e studia tutte le tecniche in grado di svelare lo stato di buona salute o la presenza di patologie nel feto e si serve di tecniche sia invasive che meno invasive.

I test per le diagnosi prenatali hanno bisogno di diverse indagini preventive prima di riuscire a capire come procedere e qual è la strada migliore da intraprendere per riuscire a non danneggiare il feto, anche se un margine di rischio minimo c’è sempre.

Generalmente quando ci si trova di fronte ad una gravidanza, sarebbe ottimo iniziare ad informarsi il prima possibile su tutti i test da fare. Inoltre, bisogna chiedersi che cosa vogliamo sapere dalle nostre indagini (ad esempio tramite l’amniocentesi è possibile sapere preventivamente se il feto è affetto da Sindrome di Down, ma non se è affetto da autismo) ed in più bisogna sempre tener conto dei rischi che comportano gli esami invasivi, primo fra tutti l’aborto. Pertanto rivolgersi ad un personale competente che sappia indirizzare egregiamente il genitore o entrambi i genitori nella scelta degli esami da fare è una pratica indispensabile.

Approfondimenti

Quali sono i test invasivi?

I test invasivi comportano un prelievo di materiale fetale sul quale si possono condurre i test successivi e dunque analisi genetiche, indagare sulla possibile trasmissione di malattie ereditarie ed analisi cromosomiche, ma a differenza dei test non invasivi danno una diagnosi certa di queste patologie, sebbene si incorra nel rischio di aborto (con una stima piuttosto bassa, sull’1-2% delle gravidanze).

  • Amniocentesi: l’amniocentesi è l’esame del liquido amniotico ed è una pratica che va eseguita tra la 15^ e la 17^ settimana di gestazione. Permette di capire non solo a quali malattie congenite ed anomalie cromosomiche va incontro il bambino, ma anche se ha contratto malattie infettive.
  • Villocentesi: la villocentesi è un prelievo del tessuto coriale ed ha le stesse prerogative dell’amniocentesi, ma viene eseguita sotto stretto controllo ecografico ed è più consigliata nel caso vi sia un alto rischio di trasmissione di malattie (ad esempio se i genitori sono affetti da malattie particolari ecc).

Quali sono i test non invasivi?

I test non invasivi sono tutti quei test ritenuti sicuri per la madre e per il nascituro, ma nonostante ciò non danno un risultato certo ma piuttosto forniscono una stima di quello che è il rischio di anomalie nel feto, in particolar modo tutte le anomalie cromosomiche. Questi test sono cosiddetti screening e se il loro risultato dovesse essere positivo allora sarà opportuno procedere con un test più invasivo come l’amniocentesi, in caso contrario il rischio che il feto abbia problemi è molto basso ma comunque non viene annullato del tutto.

  • Test del dna fetale: si tratta di un’analisi condotta su frammenti di dna di origine fetale che circolano nel sangue della mamma già dopo il secondo mese di gravidanza e fornisce informazioni sul rischio di anomalie cromosomiche. Si tratta di un esame che viene spesso abbinato al bi-test, ma diversamente da questo è sempre a pagamento.
  • Bi-test: questa pratica è fatta da due passaggi, la prima un’ecografia atta a misurare la translucenza nucale del feto e successivamente un prelievo di sangue per dosare gli ormoni di origine placentare. Si tratta di un esame eseguito molto presto, già intorno al terzo mese di gravidanza e permette comunque di riuscire a stimare qual è il rischio di malattie cromosomiche (in particolare trisomia 13 e 18 e sindrome di Down) nel feto o eventuali malformazioni cardiache, delle ossa o diaframmatiche.
  • Tri-test: questa tipologia di esame è un prelievo di sangue che serve per il dosaggio di determinate molecole di origine placentare che offre una stima non solo delle anomalie cromosomiche ma anche della possibilità che venga diagnosticata la spina bifida, ed è un esame che viene fatto tra la 15^ e la 18^ settimana di gravidanza.

Diagnostica ginecologica

La diagnostica ginecologica riguarda tutte le indagini che ci sono da fare per quanto riguarda le indagini sulla diagnosi delle malattie dell’apparato riproduttivo femminile e della mammella e rientrano in una grande vastità di esami.

Le pratiche più comuni sono:

  • la visita senologica: la visita senologica può essere accompagnata anche da ecografia mammaria oltre alla visita dello specialista.
  • mammografia
  • ecografia pelvica interna o transvaginale
  • ecografia pelvica
  • visita ginecologica
  • test per l’HPV ossia il Papilloma Virus Umano
  • colposcopia: la colposcopia è un esame di screening per riuscire ad individuare oppure scongiurare un tumore della cervice uterina. Si esegue per l’approfondimento di casi di pazienti che hanno ricevuto Pap-test dall’esito negativo o anomalo. Dunque in un certo senso se il Pap-test è il primo esame diagnostico per l’identificazione precoce del cancro al collo dell’utero, la colposcopia è passo successivo per l’identificazione precoce di questo tipo di neoplasia
  • biopsie ginecologiche
  • pap-test
  • ectropion della portio
  • monitoraggio follicolare
  • isteroscopia
  • visita ostetrica

 

Diagnosi Prenatale e Ginecologica Napoli

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